Gli orti della “Fonte delle monache”

005Nell’anno 1998 l’associazione “La Diana” riscoprì, in fondo a via delle Sperandie, in un orto di proprietà dell’Amministrazione Provinciale, un’affascinante memoria del passato.
Si trattava, infatti, di un ambiente sotterraneo pressoché sconosciuto negli ultimi secoli.
Nell’orto, all’esterno, esiste una piccola fonte con lavatoio al lato della quale uno stretto cunicolo immette in un vasto locale totalmente scavato nell’arenaria, con intenti architettonici (il soffitto è scolpito a voltine di tipo “rinascimentale”).
006Una grande vasca con il labbro in pietra era il lavatoio delle monache. Sul fondo si apre il canale del “bottino” (indipendente dagli altri bottini senesi) ed una scala, la parte iniziale a mattoni e poi scavata nel “tufo”, sale fino a raggiungere l’antico convento.
Al momento della prima visita de La Diana, il pavimento era coperto da uno spesso strato di fango, mentre la scala era chiusa da un vecchio cancello in ferro e legno.
Con entusiasmo, un bel gruppo di volontari di questa Associazione si gettò nell’impresa di recuperare la fonte, rimuovendo il fango e riaprendo la scalinata.
003Successivamente l’Amm. Provinciale, finanziò il restauro conservativo delle parti in muratura esterne ed interne e realizzò l’impianto di illuminazione.
Subito dopo fu provveduto a sistemare il terreno attorno alla fonte seminandolo a prato e creando un percorso pedonale, mentre rimanevano in attività gli orti attigui, dando così un segno di continuità storica alla zona.
004Inoltre, una fatiscente cappella posizionata dal lato opposto alle mura, trasformata in magazzino degli attrezzi agricoli, necessitava di un urgente intervento di restauro.
Si tratta quasi sicuramente della cappella cimiteriale del convento, eretta nel 1697 (data incisa sulla facciata) con un bell’altare settecentesco ricco di stucchi attorno a una piccola nicchia vuota.
Sempre a spese dell’Amm. Provinciale con la collaborazione de La Diana, fu rifatto il tetto, consolidati e puliti gli stucchi (imbrattati da ridipinture ottocentesche), rifatto il pavimento e gli intonaci, restaurato il bel portoncino originale.
001Nella nicchia è stato posizionato un busto di Madonna, dono de La Diana.
La figura in terracotta e ottone dorato riassume la storia del Monastero di appartenenza: si tratta di una Madonna di Provenzano (la Visitazione) con le mani che sostengono un cuore trafisso da una freccia (le Trafisse), poggiante su un’onda (La Diana); sul petto, uno stolone riproduce un dettaglio del velluto rosso e oro facente parte dei costumi della Chiocciola del 1981 (il territorio di questa contrada).007